IL BORGO DI TELLARO

Il borgo di Tellaro, è la frazione più orientale del comune di Lerici in provincia di La Spezia.

Il paese è un piccolo borgo marinaro arroccato sulla scogliera che si affaccia sul Golfo dei Poeti e che oggi conta circa 650 abitanti.

Il nome Tellaro deriva molto probabilmente dalle parole tela e stoffa, grazie ai fiorenti scambi commerciali che il paese intratteneva con Lucca. Il paese nasce alla fine del XIII secolo in seguito alla costruzione di due torri semaforiche costruite dai genovesi; da queste torri nasce il paese di Tellaro che si sviluppa degradando verso il mare.

Tellaro è un posto unico al mondo, perché è un luogo capace di unire un sacco di diversi aspetti che difficilmente si possono trovare in un unico borgo, qua si ascolta il rumore del mare da qualsiasi punto, si respira la storia della letteratura e la storia del cinema..

COSA VEDERE A TELLARO..

Per conoscere Tellaro non si può non visitare la chiesa di San Giorgio, la sotto-ria e i suoi caruggi..

I caruggi erano e sono tutt’oggi il cuore pulsante di Tellaro, questi avevano funzione di incontro, scambio di informazioni, sfide e faide tra famiglie oltre che di veglia durante la stagione estiva. Perdersi tra i caruggi di Tellaro è l’unico modo per conoscere la vera anima del paese.

La chiesa di San Giorgio Martire venne edificata fra il 1.564 e il 1.584 e per molti anni assolse anche funzione di fortificazione, essendo integrata nel sistema difensivo del borgo.

La struttura a pianta rettangolare è a tre navate su base romanica ed utilizza le due torri semaforiche del 1.200, una torre è stata utilizzata per la costruzione dell’abside e l’altra è stata utilizzata per la costruzione del campanile.

L’altare di sinistra è dedicato alla Madonna del Rosario e l’altare di destra è dedicato all’Immacolata e conteneva un’icona del 1.300 che è uno dei reperti religiosi più preziosi della Liguria.

Il portale in marmo bianco di Carrara è abbellito da due cornucopie e da un bassorilievo marmoreo rappresentante il Santo cavaliere Giorgio, che ha sconfitto il drago, a cui è dedicata anche la parrocchia.

Nel 1.618 l’edificio venne ampliato con la costruzione della sacrestia, delle arcate che dividono la navata la volta.

Sotto-ria è la prima cinta muraria di Tellaro, costruita adiacente all’unico punto di accesso al paese Porta Maina.

Sotto-ria era un camminamento di ronda perimetrale al borgo, che aveva funzione di difesa e di alloggio per i pellegrini.

All’interno sorgevano botteghe artigiane, cuore dell’economia curtense di Tellaro, che operavano al servizio del cantiere navale. La lunghezza complessiva è di circa 800 metri.

Tellaro è un luogo di tradizione e ispirazione per artisti ed intellettuali, dopo aver respirato cultura ed essersi persi tra i caruggi ci si può abbandonare alle magnifiche sorprese di questo borgo.

La Piazza della Marina, rappresenta da sempre un luogo di aggregazione e di svago per la popolazione, di riunioni in occasione di ricorrenze civili o religiose, e, non ultimo, di “ricovero” delle imbarcazioni.

E’ qui, che ogni anno si svolgeva a “fiera de San Zorzo” (fiera di San Giorgio) che durava due giorni.

Altro importante appuntamento er la festa diSant’Antonio Abate che si svolgeva il 17 di Gennaio, in quest’occasione tutti gli animali (pecore, asini, muli, maiali e animali domestici e da cortile venivano portati dai loro proprietari alla Marina per essere benedetti.

Dalla piazzetta la vista spazia su bellissimi scorci panoramici del Golfo dei Poeti, a partire dal Tino e dal Tinetto fino alla scogliera di Trigliano.

Meta di molti artisti italiani e stranieri, a Tellaro ha trovato dimora nei lunghi anni della propria vecchiaia, lo scrittore Mario Soldati.

Egli acquistò una Villa a Tellaro, immersa in un promontorio verdeggiante, dove visse per fino al 1.999.

Anche Tellaro ha la sua borgata, la borgata marinara Giovanni Battistelli, e dal ’54 partecipa al Palio del Golfo difendendosi come può. La barche del palio sono tipici gozzi liguri fatti a mano da maestri d’ascia ed è composta da 4 vogatori ed un timoniere.

LA LEGGENDA DEL POLPO CAMPANARO..

I Tellarini, gli abitanti del borgo, hanno sempre vissuto di pesca e di agricoltura. Quando il mare era calmo pescavano, e quando era agitato si dedicavano alla meravigliosa coltivazione degli ulivi sulle loro colline.

Così facendo Tellaro diventava sempre più prospera tanto che entrava nelle mire dei pirati, per un facile autobottino senza contare la feroce sanguinaria che riservano ai poveri abitanti che avevano la sfortuna di incontrarli.

La Chiesa di San Giorgio, costruita sul mare come una vigile sentinella, con le sue campane faceva da allarme nel caso in cui venissero avvistate delle navi all’orizzonte.

In una nefasta sera di Luglio, del 1.660, infuriava un’impetuosa tempesta tanto che gli abitanti del borgo non misero nessuno di vedetta sul mare, poiché erano convinti che nemmeno i pirati avrebbero rischiato ad avvicinarsi alla costa percorsa della tormenta.. ma si sbagliarono..

Verso mezzanotte, due navi si avvicinarono al litorale per sbarcare, erano pirati saraceni guidati da un tale di nome Gallo d’Arenzano.

All’improvviso le campane suonarono, ma gli abitanti si chiesero subito chi potesse essere colui che stava suonando le campane, dato che non c’era nessuno sul posto.

Con grande sorpresa i tellarini videro un grosso polpo che con i suoi otto tentacoli tirava con estrema forza le corde delle campane.

Gli abitanti si misero subito all’opera, riempiendo le botti di olio bollente che in seguito riversarono sui malcapitati pirati mentre stavano sbarcando.

Ai saraceni non restò altro che la fuga disordinata verso le loro navi.

E così fu, che il polpo salvò Tellaro.

Se passate di qui, sulla chiesetta ancora oggi c’è scolpito in ardesia un polpo, simbolo ufficiale del paese.

Una scritta in latino ricorda il fallito assalto al borgo: “Saraceni mare nostrum infestante sunto noctu profligati quod polipus aer cirrosi suis sacrum pulsabat”, che tradotto in italiano: “I saraceni che infestano il nostro mare sono stati messi in fuga durante la notte poiché un polpo percuoteva la sacra campana con i suoi tentacoli”.

TREKKING

Dal borgo di Tellaro direttamente da Piazza Matteotti, si diparte un sentiero che attraversando le ultime case sale in direzione est, si congiunge più in alto con altri sentieri e diramazioni.

Questi che permettono agli appassionati di trekking o a chi semplicemente vuole fare passi, di muoversi agevolmente su tutto il territorio circostante, apprezzarlo così da un’altri punti di vista e godere di bellissimi panorami.

I sentieri presenti nei dintorni sono tutti segnalati e facilmente percorribili con un’adeguata attrezzatura sportiva ed un minimo di preparazione.

Le località nei dintorni più raggiungibili a piedi sono: l’antico borgo abbandonato di Barbazzano, La Serra e Zanego.

Sono inoltre raggiungibili con un pochino più di impegno: l’Orto Botanico di Montemarcello e Montemarcello, Punta Bianca e Punta Corvo nonché Lerici per poi spingersi fino a Portovenere o alle Cinque Terre con il Sentiero Verde Azzurro che conduce fino a Genova.

PIATTO TIPICO: IL POLPO ALLA TELLARESE

Il polpo è il protagonista della cucina di Tellaro. Il polpo alla Tellarese è infatti il piatto tipico di questo borgo e si fa con olio, olive, patate e limone.

INGREDIENTI:

  • Polpo di circa un Kg;
  • Patate circa 700 gr;
  • Olive nere;
  • Limone;
  • Prezzemolo;
  • Aglio, olio, sale e pepe;

PROCEDIMENTO

Per prima cosa sbucciate le patate e lessatele in acqua salata, tagliandole a pezzetti.

Il polpo va cotto in acqua senza sale per circa trenta minuti, dopodiché si lascia raffreddare per una decina di minuti nella sua acqua di cottura. Questo renderà il polpo tenerissimo!

Una volta raffreddato, tagliate il polpo a pezzetti e mettetelo in una ciotola con le patate, a questo punto unite le olive e condite a vostro piacimento con sale e pepe.

Infine aggiungete il trito di prezzemolo, il succo di limone e l’olio.

Buon Appetito!

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