IN CITTA’: PASSEGGIATA AL PARCO DELLE MURA

IN CITTA': PASSEGGIATA AL PARCO DELLE MURA

In grande segreto, o meglio con poca pubblicità, ha inaugurato Sabato 23 Ottobre, il primo tratto del – Parco delle Mura – in centro città.

Non potevamo di certo mancare così, Domenica dopo pranzo, in compagnia di due spezzini DOC ed alcuni amici ci siamo dati appuntamento in Piazza Europa.

Questa passeggiata si sviluppa sull’area collinare della città, abbracciandone la storia delle mure ottocentesche.

IN CITTA': PASSEGGIATA AL PARCO DELLE MURA

E’ proprio la Cattedrale di Cristo Re il nostro punto di partenza. Salendo su e dando le spalle a questa chiesa, superando il piazzale e il parcheggio libero troverete l’entrata del parco.

Il percorso consente a tutti i cittadini e non solo di percorrere l’intero perimetro della cinta muraria posta in difesa della città.

Non fatevi scoraggiare dalla rapida salita, composta da scalini molto alti che si trova subito all’inizio dell’entrata del parco. (si tratta giusto di una rampa di scale che vale la pena percorrere).

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Questo primo pezzo, coincide con quanto è rimasto del Colle della Ferrara che un tempo ospitava il Convento dei Frati Cappuccini e la Villa con i giardini dei marchesi Oldoini.

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Mi fa quasi strano pensare che un tempo, il colle raggiungeva la costa praticamente fino a dove oggi si trova la Capitaneria di Porto.

Comunque dopo qualche scalino e una leggera salita si arriva a quella che io definisco la prima tappa.

Dico così perché sono presenti tantissime cartellonistiche, alcune della quali illustrate che permettono di approfondire alcuni temi e conoscere la storia della nostra città.

1° TAPPA

La prima tappa oltreché regalare una vista invidiabile sul Golfo Spezzino, ospita una delle sette caponiere presenti lungo tutto il percorso.

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Si tratta di strutture difensive sporgenti dalle mura che possono trovarsi, per esempio, anche dentro ad un fossato per proteggere la cortina o il fossato stesso con tiro d’infilata.

Inoltre questi manufatti di grande valore storico, possono essere costituite anche da un ponte sospeso sul fossato avente lo stesso scopo.

In questo primissimo tratto sono presenti due ampi tavoli da più-nic che si affacciano sulla città.

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2° TAPPA

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Dopo un dolce rettilineo in salita si raggiunge la seconda tappa, dedicata alle sirene.

La città della Spezia, già dall’inizio della prima guerra mondiale, fu dotata di sistemi d’allarme antiaereo.

Tra il 1934 e il 1940, a Spezia turno installante dall’U.N.P.A. 22 sirene fisse, distribuite in modo tale da essere udite da qualsiasi punto della città.

Le sirene erano collegate tra di loro mediante la catenaria, una grande rete di cavi, che aveva lo scopo di attivare le sirene e al tempo stesso serviva per la comunicazione dell’emergenza ai centri decisionale ed alle altre forza di sicurezza.

Queste sirene erano allacciate alla normale conduttura della corrente per l’illuminazione pubblica e privata e per la forza motrice fornita dalla C.I.E.L.I.

La loro efficienza veniva verificata e controllata tutti i giorni tramite il segnale delle 12:00.

Oltre a queste sirene ne esistevano in città altre 16, azionabili manualmente.

Il segnale allarme era dato con una serie di 6 suoni della durata di 15 secondi l’uno intervallati da pause die uguale durata.

A questo segnale, la popolazione doveva immediatamente interrompere le attività che stava svolgendo e correre a ripararsi nei rifugi sotterranei sparsi per la città.

Erano moltissimi, si pensi che solo in galleria erano poco più di 150.

Il 6 Giugno 1940, per non creare più confusione e paura tra la popolazione fu ordinato di cessare il suono delle sirene di mezzogiorno con un suono prolungato di 2 minuti.

3° TAPPA

Lasciandoci il mare alle spalle, proseguiamo la nostra passeggiata fino alla 3° tappa, dove si apre una grande veduta su Valedellora, sulla stazione merci e su tutte le vallate circostanti.

E’ lungo questo rettilineo che è stato riportata in luce, durante il progetto di riqualificazione e recupero delle mura ottocentesche della città, una struttura di scolo in muratura.

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Tale struttura si trova a circa 350 mt. di distanza da Porta Isolabella in direzione sud, nel tratto di viabilità sterrata che corre lungo il circuito murario.

L’impianto, realizzato con l’utilizzo di pietra spaccate o grossolanamente sbozzate, si compone di una vasca rettangolare – dove veniva raccolta l’acqua proveniente dalla cavalletta di deflusso e di un canale di scolo a cielo aperto che faceva convogliare l’acqua in direzione della scarpata che delimitava l’acqua verso est.

4° TAPPA

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Proseguiamo poi in direzione di Porta Isolabella, ultima tappa di questo primo tratto, attraversando un grande giardino dove sono stati installati giochi per bambini, tavoli ed una fontanella d’acqua.

Questa tappa è dedicata alle Porte. Le mura spezzine erano attraversate da vie di comunicazione permanenti che consistevano in interruzioni coperte o scoperte della cinta.

I varchi carrai di Porta Genova, Porta Castellazzo e Porta Isolabella erano difesi anche da batterie occasionale predisposte e situate in loro prossimità.

La strada che portava alla piana di Migliarina, alla Via Provinciale per Sarzana e a quella per San Bartolomeo poteva essere interrotta solo tramite una “tagliata”

Il raccordo ferroviario per l’Arsenale attraversava le mura a Porta Vivera e a Porta Marola.

Qui non vi erano ingressi come a Porta Genova, Castellazzo e Isolabella e la chiusura avveniva tramite due file di travi in ferro inserite in apposite scanalature.

Le Porta Biassa e Porta Pegazzano, non ancora raggiungibili tramite questa passeggiata poiché ancora da ripristinare, adottavano lo stesso sistema di chiusura delle porte ferroviarie, mediante l’uso di travi di ferro e riempimento in terra.

UN PO’ DI STORIA

Il muraglione che costituisce la cinta di sicurezza della città storica, è caratterizzato da una tessitura muraria compatta e costante nella sua parte superficiale.

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Il muro ha un’ altezza massima che varia dai 6 ai 7 metri dalla quota del terreno.

Lungo tutto il percorso si trovano numerose feritoie riquadrate in arenaria, lo stesso materiale utilizzato per il coronamento di testa delle murature.

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Gli elementi più significativi dal punto di vista formale sono senza dubbio le caponiere e le porte d’accesso alle mura che si incontrano lungo tutto il percorso.

Queste presentano archi e spalle verticali rivestiti sempre in arenaria ed altre sovrastrutture con linguaggio architettonico semplice.

La complessa catena di fortificazioni fu realizzata nella seconda metà del XIX secolo integrando castelli e fortificazioni preesistenti per la difesa della più potente base navale d’Italia.

Non a caso l’Arsenale è stato collocato in fondo al golfo, così profondo e circondato da colline ripide e fortificate; infatti, questo permetteva di metterlo in sicurezza da attacchi navali nemici.

A seconda della struttura le fortificazioni si suddividevamo in: Forti, Batterie e Sbarramenti.

I Forti, collocati in una posizione dominante, erano dotate di un’artiglieria principale pluricalibra, dotate di magazzini e depositi ed erano autosufficienti per la difesa perimetrale.

Le Batterie, collocate in una posizione non necessariamente dominante, erano dotate di un’artiglieria monocalibra, magazzini e depositi più piccoli ed avevano una capacità perimetrale ridotta.

Le opere staccate si dividevano invece in opere di sbarramento, posizionate vicino al Golfo e centri di fuoco poste in posizioni dominanti.

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