IN MEZZO AI VIGNETI DA CAMPIGLIA A SCHIARA

Campiglia rappresenta un punto di snodo molto importante per la rete dei sentieri.

Da qui è infatti possibile raggiungere in circa ‘ 45 min. la Spiaggia in Località Navone o Punta Persico; Biassa in circa 1.40 min o Spezia in circa 1.20 min; Oppure Riomaggiore passando per Schiara, Monesteroli e Fossola) con un sentiero di circa 2 ore.

Noi, abbiamo raggiunto il piccolo paese di Campiglia procedendo sulla strada in direzione Cinque Terre -Portovenere, superato l’Arsenale Militare e lo Stadio tenete la sinistra in direzione Portovenere.

Pochi km dopo troverete sulla vostra destra un cartello che indica Campiglia.

È una strada molto stretta e con molti tornanti, il mio consiglio infatti è quello di andare piano poichè è facile incontrare auto che provengono dal senso opposto.

I parcheggi non sono molti, ma l’ex campo di calcetto, è stato trasformato in un comodo parcheggio gratuito.

Piazzetta di Campiglia
Piazzetta di Campiglia

Siamo a due passi dal paese di Campiglia, che ospita una graziosa piazzetta, una piccola chiesa, un negozio di alimentari e il Piccolo Blu (perfetto per pit-stop, un pranzo o un aperitivo al rientro dai sentieri.

Superata la piazzetta e il negozio di alimentari, sulla vostra sinistra troverete una mappa con indicate le direzioni da seguire a seconda della meta.

Mappa

Noi abbiamo imboccato il sentiero 4B, che costeggia la Locanda Tramonti, prendendo un’antica mulattiera.

Imboccando il sentiero che costeggia la Locanda

Seguendo il segnavia rosso – bianco che scende dolcemente tra le case e gli orti abbiamo poi proseguito il sentiero nel bosco tra pini e lecci.

Il percorso, in questa prima parte presenta un solo bivio nel quale bisogna tenere la destra e quindi “salire” poco più avanti sarete rassicurati dal simbolo CAI.

proseguite a destra

Ad un certo punto il sentiero termina, proprio in prossimità della strada asfaltata e di una monorotaia e si divide: a destra secondo me si sale verso il Parodi, mentre a sinistra si scende verso Schiara e Monesteroli.

Percorriamo quest’ultima in discesa per un breve tratto, percorrendo un tornante e imboccando poi il sentiero a sinistra che sbuca sopra le case e gli orti di Schiaretta.

A questo punto ci troviamo completamente immersi nel paesaggio tipico delle Cinque Terre tra terrazzamenti e vigneti.

 La mulattiera diventa ben presto una scalinata che scende lungo un panoramico versante.

Scalinata in prossimità delle case
Scalinata in prossimità delle case

Dopo alcune svolte si raggiungono le prime case di Schiara, quindi si attraversa il paesello fino a raggiungerne la minuscola chiesa.

Tra le varie località di Tramonti, Schiara può considerarsi la più grande.

Da questo punto è ben visibile la ripidità del sentiero, le sue casette sono praticamente appese al ripido versante a picco sul mare, si pensa infatti che Schiara debba il suo nome al fatto di essere il primo paese a prendere la luce del sole.

Si tratta di case, un tempo di proprietà degli abitanti di Biassa, per lo più pescatori e contadini che un tempo vivevano qui.

Oggi la maggior parte vengono utilizzate solo per brevi periodi all’ anno o da base per la coltivazione dei vigneti, altre addirittura sembrano disabitate.

La scalinata che scende al mare nel primo tratto, presenta scalini irregolari e un pò malandati, nella seconda parte invece la scalinata è stata ripristinata e messa in sicurezza in seguito ad una frana.

Durante la risalita

Infatti gli scalini sono ben allineati e accompagnati da una ringhiera in legno.

Parte della scalinata ripristinata
Parte della scalinata ripristinata

Schiara non ha una spiaggia, ma solo “o scao” ossia lo scalo, come dicono i nativi, composto da baracche e da qualche barchino, secondo me abbandonato.

O scalo piccino piccino

Questo sentiero, è stato molto suggestivo, ed è uno di quelli che può essere definito davvero panoramico, poichè soprattutto nella seconda parte, è completamente a picco sul mare.

Raggiunto “o scao” non nego mi sia venuta un pò di malinconia e un pò di tristezza nel vedere barchini pieni d’acqua stagna, altri bucati.. il pontile rovinato e le baracche scoperchiate e altre piene di plastica.

Le baracche dei pescatori
Le baracche dei pescatori

Per questo il mio riprender fiato per poi risalire è durato veramente 5 minuti d’orologio.

Comunque se siete amanti delle scalinate a picco vi consiglio di dare un’occhiata QUI.

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