LUNGA VIA DELLE DOLOMITI: LA CICLABILE DA CALALZO DI CADORE A DOBBIACO

La Lunga Via delle Dolomiti, chiamata anche Ciclabile delle Dolomiti, non è una semplice pista ciclabile: è un’esperienza di viaggio che difficilmente può essere dimenticata.

Pedalare sulle Dolomiti può infatti diventare un’esperienza unica: scoprire e attraversare bellezze architettoniche rimaste immutate nel tempo, come vecchi ponti di ferro o antiche gallerie, vi lascerà a bocca aperta.

La Lunga Via delle Dolomiti è la ciclabile che parte da Calalzo di Cadore, attraversa Cortina e arriva fino a Dobbiaco.

lunga via delle dolomiti

Lunga 60 km, è una delle più incredibili piste ciclabili del bel paese.

Il percorso si snoda lungo l’ex ferrovia in parte su strada asfaltata e in gran parte su strada sterrata in mezzo alla natura incontaminata.

Noi abbiamo noleggiato le nostre E-Bike presso il noleggio SnowService di Cortina.

Avremmo voluto noleggiarle per un’intera giornata, ma a causa del tempo ci siamo visti costretti a noleggiarle solo per mezza giornata dalle 14:30 alle 18:00 circa.

Il nolo per mezza giornata ha un costo di 40,00€ e va dalle 14:00 alle 18:30.

Il ragazzo del noleggio è stato molto gentile e disponibile nello spiegarci le marce e il funzionamento delle biciclette e a darci alcune dritte sulla difficoltà degli itinerari.

selfie partenza

Una volta chiariti alcuni dubbi siamo partiti sulle orme del vecchio trenino delle Dolomiti.

Dalla stazione degli autobus di Cortina abbiamo imboccato la ciclabile in direzione nord, proprio in prossimità dell’ Hotel Ciasa Lorenzi.

hotel casa lorenzi

I primi 2 km. sono su asfalto ed in questo tratto la sede stradale è suddivisa da una linea gialla. La parte sinistra è riservata alle biciclette, la parte destra è per i pedoni. 

In questo tratto occorre pedalare con molta cautela perché è facile trovare bambini con biciclette e/o monopattini.

Subito dopo il bivio per Ospitale e superata la sbarra si procede in leggera salita per 15 km. su strada sterrata compatta.

E’ proprio qui che comincia la nostra avventura, immersi nel verde e nella natura.

Un itinerario che incontra panorami incantevoli e che è adatto a coppie, gruppi di amici e famiglie che hanno voglia di trascorrere una giornata diversa all’insegna del relax e del divertimento.

Durante questo tratto le nostre bici ci hanno aiutato ad andare un po’ più veloci, ma non essendo esperti e vivendo perennemente con l’ansia avevamo paura che la batteria non durasse abbastanza.

Quindi lungo tutto il tragitto dell’andata siamo stati molto attenti a dosare la potenza!

I profumi del bosco ed il suono del torrente accompagnano il nostro percorso tra ponticelli in legno e vecchie stazioni ferroviarie.

Ponticello in legno

La prima che incontriamo, lasciato l’abitato di Cortina d’Ampezzo, è la stazione di Fiames che si trova proprio sotto le quinte rocciose di Punta Fiames.

Qui la salita inizia a farsi più impegnativa ed andiamo ad attraversare due delle vecchie gallerie, la cosa è alquanto suggestiva.

Queste sono fievolmente illuminate, scavate nella roccia e con la forma del camino del treno.

gallerie scavate nella roccia

Poco dopo è il momento del Ponte Felizon, costruito dagli austriaci e ancora oggi come allora.

Visto dall’esterno, nelle foto o sul web, non nego che faccia venire i brividi, ma dalla ciclabile l’effetto è diverso, per di più le pareti laterali del ponte sono coperte da una rete verde scuro che impedisce di vedere giù.

Procediamo lungo la ferrovia, sul sentiero sterrato ed è la volta della stazione di Ospitale, un tempo luogo di sosta per i viandanti.

Continuiamo poi a procedere in leggera salita verso il piccolo Lago di Rufiedo.

E’ all’altezza del Passo Cimabanche che facciamo dietro-front, in realtà è ancora presto, sono trascorse solo un paio d’ore dall’inizio del nostro noleggio, ma cominciano a farsi sentire le prime gocce.

La via del ritorno è la stessa, ma questa volta siamo in discesa e decidiamo di testare la velocità delle bici; io con un pò di timore arrivo a prendere i 36km/h, il mio compagno i 40km/h.

In nemmeno mezz’ora siamo nuovamente al punto di partenza, il cielo è grigio e sembra arrivare un temporale da un momento all’altro.

Non demordiamo, attraversiamo la stazione degli autobus e proseguiamo sulla ciclabile in direzione San Vito di Cadore.

Oltrepassiamo la stazione di partenza della funivia del Faloria per percorrere lo spettacolare ponte della ferrovia. 

Numerose le indicazioni lungo il tragitto ci consentono agevolmente di seguire la pista. 

Nei pressi di Zuel, 2 km dopo, cattura la nostra vista, sulla destra, il vecchio trampolino olimpico di Cortina.

Arrivati qui i problemi principali erano due: la pioggia accompagnata dal dolore al sedere.

Nonostante il copri sellino in gel che teoricamente avrebbe dovuto rendere la seduta più comoda, stare seduti è davvero un’impresa.

La pioggia si fa man a mano più fitta, siamo forse ad una decina di km. dal nostro punto di partenza e decido di non fermarmi per mettermi il k-way per non perdere tempo.

Stringo i denti, siamo in salita e decido di mettere il turbo per arrivare prima e per bagnarmi il meno possibile.

Siamo arrivati zuppi, infreddoliti e sporchi di terra, ma felici per questa bellissima esperienza sulle E-Bike che non vediamo l’ora di replicare!

see you soon

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