SENTIERO TELEGRAFO – RIOMAGGIORE PASSANDO PER IL LEMMEN

COME RAGGIUNGERE IL COLLE DEL TELEGRAFO?

Il punto di partenza del sentiero è appunto il Colle del Telegrafo.

Raggiungerlo dalla città con l’auto è molto semplice, vi basterà infatti raggiungere il quartiere di Pegazzano ed imboccare Via Fabio Filzi, la via che passa davanti al Parco del Cantiere e porta a Biassa.

Dovrete attraversare l’abitato di Biassa e continuare a salire seguendo la strada principale che spunterà proprio davanti al Bar – Ristorante Colle del Telegrafo.

DAL COLLE DEL TELEGRAFO AL SANTUARIO DI MONTENERO PASSANDO PER IL LEMMEN

Parcheggiata l’auto un pò ad inventiva nell’ampio spazio, ho imboccato il sentiero SVA in direzione Lemmen – Madonna di Montenero – Stazione di Riomaggiore.

L’inizio del sentiero rispetto al bar – ristorante Colle del Telegrafo si trova sulla destra e costeggia il parco giochi.

Manteniamo la destra al primo bivio, percorrendo il sentiero che entra nel bosco. Si tratta di un percorso in discesa su roccia e pietre irregolari che prosegue fino alla piccola chiesetta di San Bernardo di Chiaravalle.

Questa chiesa è situata nel piccolo nucleo del Lemmen, proprio in corrispondenza dei vigneti dell’Azienda Agricola Stella di Lemmen.

Da qui si prosegue lungo un sentiero panoramico che, aperto sul mare tra vigneti, muretti a secco e recinzioni porta fino al Santuario della Madonna di Montenero.

Ad un certo punto vi troverete ad un bivio, voi seguite le indicazioni, sempre presenti, tenendo la sinistra.

Il santuario è circondato da un prato con alberi, alcune panchine e alcuni tavoli da pic-nic dove potersi fermare per una pausa ristoro o semplicemente per ammirare lo splendido panorama che spazia dalla marina di Riomaggiore a tutto il litorale delle 5 Terre, fino a Punta Mesco.

In lontananza, si intravedono anche l’Isola Palmaria e Portovenere.

LEMMEN

Lemmen, toponimo che dovrebbe derivare da Limes o Limine riferito a confine, è un suggestivo insediamento di mezzacosta citato in alcune carte del 1200.

Il piccolo nucleo chiamato Limen, nel dialetto locale della lingua ligure, ma generalmente indicato come Lemmen nelle carte topografiche, è uno degli insediamenti collinari da cui ha avuto origine Riomaggiore.

Il borgo è situato tra l’omonimo ruscello che scende lungo la Val di Serra e il crinale che separa quest’ultima dal Seno di Canneto, a una quota di circa 400mt. sul livello del mare, e rappresenta un punto di snodo nell’ambito della rete sentieristica.

Si ritiene tradizionalmente che il toponimo, visto il significato latino della parola, tragga origine dalla vicinanza dell’abitato al confine con il territorio di Biassa.

Tuttavia la circostanza che nei primi documenti il il nucleo sia stato citato come Lemen ha portato ad ipotizzare anche un’etimologia radicalmente diversa, basata sul fatto che in celtico, tale parola significa “olmo”, pianta che effettivamente si ritrova a queste altezze sui versanti delle Cinque Terre.

Benchè la tradizione ne collochi la nascita nell’alto medioevo, le prime notizie storiche del borgo risalgono soltanto ad un documento del 1251 conservato nei libri Iurium della Repubblica di Genova: il 4 Settembre di quell’anno gli abitanti del distretto di Carpena, tra cui quelli della futura Riomaggiore, furono chiamati a giurare fedeltà alla Superba, allora in guerra contro Pisa.

Il giuramente ebbe luogo sul monte Verrugola, la cima più elevata della zona, nei cui pressi sorgono i ruderi della chiesa romanica di San Martino il Vecchio, la parrocchiale dalla quale dipendevano, oltre a Carpena e a Biassa, anche i nuclei situati al di qua del crinale, tra cui Limen e Saricò, citati nell’atto come un’unica comunità e ancor oggi direttamente collegati da un antico sentiero che risale l’alta Val di Serra.

Nulla ci dicono le fonti, invece, a proposito della chiesa del borgo, dedicata a Bernardo di Chiaravalle, patrono della Liguria, il quale secondo la tradizione orale, si sarebbe fermato qui a pradicare percorrendo la via Francigena, di cui l’Alta Via delle Cinque Terre costituiva una variante.

La memoria collettiva ci tramanda anche come nella cappella fosse originariamente conservato un quadro del santo, il cui alloggio è ancora visibile nella parete alle spalle dell’altare.

L’immagine sarebbe andata perduta quando un pastore, sorpreso da un forte temporale, cercò riparo con il greggeche le pecore si rifiutavano di varcarne la soglia, l’uomo attribuì la colpa alla presenza di San Bernardo, scaraventandone l’effige nella vicina lama di Canneto da una roccia sporgente ancor oggi visibile lungo la strada della Cravaessa, nel punto in cui il sentiero verde azzurro inizia a salire verso il Telegrafo.

Successivamente alla fondazione di Riomaggiore e alla conseguente discesa a mare della popolazione, il borgo non fu più abitato in modo permanente e col tempo anche la piccola chiesa cadde in rovina. Essa venne restaurata soltanto nella seconda metà del secolo scorso grazie all’iniziativa della comunità, ancora legata a Limen da un forte legame affettivo. Con l’occasione il quadro perduto venne sostituito con l’attuale statua, che il casato dei Matioli portò dalla Casella di Levanto.

Da allora ogni 20 Agosto si celebra la festa di San Bernardo e per un giorno, anche grazie radici nel borgo, come quelli dei Bassi e dei Lazai l’abitato e la chiesa riprendono vita. Vuole la tradizione che di buon mattino i riomaggioresi salgano a Limen percorrendo l’antico sentiero che lo collega a Montenero, il quale, per iniziativa dei massari del santuario è stato recentemente realizzato un itinerario di icone votive con i pensieri di San Bernardo dedicati alla Madonna.

Va ricordato, infine, che un tempo, oltre a quello di Riomaggiore, diceva messa a Limen anche il parroco di Biassa, a testimonianza della collocazione del nucleo ai confini tra le due comunità.

DAL SANTUARIO DI MONTENERO A RIOMAGGIORE

Dal Santuario è possibile raggiungere Riomaggiore percorrendo due diversi percorsi: il Sentiero SVA (ex n.3) che attraversa La Via Grande il sentiero 593V (quello da noi percorso al ritorno).

Noi siamo scesi dalla Via Grande, l’antica strada di collegamento dal paese del Santuario di Nostra Signora di Montenero con il percorso intercalato da edicole votive alla Madonna e donate da alcune famiglie di Riomaggiore.

In parte in terra battuta e in parte lastricato, la mulattiera scende costeggiando la collina prima di girare a sinistra verso il paese seguendo il corso del torrente Ria, fino ad incrociare la strada provinciale.

Prestate attenzione se è appena piovuto o se gli scalini sono ancora bagnati dall’umidità della notte, sono abbastanza scivolosi.

Attraversata la provinciale, il sentiero prosegue per un brevissimo tratto in terra e poi diventa lastricato costeggiando sempre il torrente di Ria.

Si continua a scendere, con alcuni tratti di scalinata poco impegnativa fino al piccolo ponte sul torrente Rio Maggiore e l’inizio della strada asfaltata che sbuca alla rotonda del paese in prossimità del parcheggio a pagamento.

DA RIOMAGGIORE AL TELEGRAFO

Per raggiungere il Santuario della Madonna di Montenero, un’alternativa alla Via Grande, percorsa in discesa è il sentiero 593V, sicuramente più ripido, più esposto ma molto più panoramico.

Lo abbiamo imboccato in prossimità della marina di Riomaggiore, prendendo Via Gramsci e cominciando a salire, inizialmente tra le case alte del paese.

Vi invito di tanto in tanto a fermarvi e a prendere fiato, girandovi per godere del meraviglioso panorama alle vostre spalle.

Raggiunto il parco giochi del paese, dovrete imboccare la scalinata di Via di Loca che si stacca ripida fino all’incrocio con la strada provinciale nei pressi del cimitero.

Attraversata la strada provinciale che costeggia il cimitero bisogna continuare a salire lungo la scalinata che sale fino ad incrociare nuovamente la strada litoranea, percorrendola per circa 200 metri verso La Spezia.

Il sentiero è comunque sempre ben segnalato dal segnavia sia in paese, che sulle scalinate che su i due tratti di strada carrozzabile che si incontrano.

L’ultima scalinata da imboccare per raggiungere il santuario di Montenero si trova sulla sinistra dopo il Bar Il Sole 180 gradi, impossibile non notarla, si trova dei pressi di un’edicola votiva che raffigura la Madonna della Cintola.

Al termite di questa scalinata la salita prosegue, tra scalini irregolari circondati da fasce coltivate selvatiche e altre più selvatiche.

Giunti al Santuario di Montenero, per raggiungere il punto di partenza abbiamo percorso il medesimo percorso dell’andata, attraversando i vigneti del Lemmen.

INFO UTILI

Tempo di Percorrenza:

Telegrafo – Santuario della Madonna di Montenero: 40 min.

Santuario della Madonna di Montenero – Riomaggiore (passando per Via Grande): 35 min.

Riomaggiore – Santuario della Madonna di Montenero (passando per il sentiero 593V): 50 min.

Santuario della Madonna di Montenero – Telegrafo: 35 min.

Il tempo di percorrenza è soggettivo e approssimativo in quanto durante tutta la tratta del sentiero mi sono fermata più volte a scattare foto e registrare video.

Vi consiglio di indossare abbigliamento e calzature adeguate al percorso, qui trovate alcuni spunti e consigli.

Potete raggiungere il Santuario di Montenero anche tramite Via di Casen, la via che parte dalla litoranea.

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